
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato


Ondeggiato *loading* volte
Con questo post si conclude anche l'epoca mediagioiana..
Metto da parte un nick, metto da parte un blog.
Nessuna cancellazione, i ricordi scritti rimangono qui.
Da un pò mi riesce più semplice concentrarmi su altri tipi di scritture.
Cercherò senz'altro un nuovo spazio, altri criteri, altri pensieri.
ciao ciao mediajoey ciao
E se ci penso non posso fare a meno di pensare quanto poteva essere facile non incrociarsi. Se ci penso non riesco a capacitarmi del fatto che da allora le nostre vita si sono annodate una all'altra e non si sono slegate più. Se ci penso mi viene in mente che questo nodo strettissimo poteva anche non essere corda. Non riesco a capire, non c'è razionalità alcuna. Ci sono davvero universi fatti per incrociarsi? Forse si, amore mio si, forse i nostri son stati costruiti ad arte. Una foto, due mani, una grande, una piccola, tutto in bianco e nero. 15 febbraio. Dovrei farlo stampare da qualche parte. Dovrei. Le tue parole. La poesia del tuo essere assolutamente la persona giusta. Da febbraio ad aprile. E i baci non sono più finiti. Ci sono attimi che sono come miracoli, quelli si manifestano e tu comunque stenti a crederci.
Avevo chiesto una valigia, capiente, abbastanza grande, abbastanza profonda da contenere una vita intera, piegata, stirata, messa da parte, inamidata, profumata di lavanda, rivoltosamente perfetta. L'avevo chiesta la valigia e dopo averla caricata, chiusa, rimpizzata ho tentato di metterla in un cantuccio fatto di luci ed ombre, fatto per lo più di silenzio. Silenzio chiuso, ammuffito. E io signore, ora, qui, davanti a lei, potrei inventare mille perchè di quell'inspiegabile gesto. Il mento alto, gli occhi fissi, quasi chiusi, gli occhi signore, a presente di cosa parlo? La fuori ci stanno i piedi di tutti quanti in mezzo, tra la terra e il cielo. Domandavo di tenerli a terra, ben saldi, io e i miei piedi. Presi il volo perdendone il controllo, rischiando di andare a sbattare contro le montagne accartocciate a caso, ricoperte di polvere da sparo. Cercavo di domandare il meno possibile con lo scopo di evitare ruvide risposte. Le loro mani raschiavano le pelli di tutti noi, buona parte della nostra essenza è probabile che sia rimasta sotto le loro unghie. Rimanenze epidermica, vomitevole, rivoltante tra il nero delle loro unghie. Fosse stato possibile li avremmo azzannati quegli arti, la nostra unica arma, la morsa dell'odio che si tramutava in un indemoniato morso, li tra l'incavo del pollice e dell'indicie. Quanto nauseabondo poteva essere il loro sapore? Poco importante. La verità è che loro furono troppo veloci o noi eravamo sin troppo lenti sicchè uno ad uno ci lasciarono cadare al suolo come pietre che rotolano sino al fossato. Così mirai al cranio, affinche quello schizzasse per aria assieme alla polvere da sparo sulle montagne e alle rimanenze che grondavano dalle loro unghie. Per difesa, per odio, per dovere. Ammazzato, sdraiato al suolo. E quindi presi la mia valigia, una valigia, capiente, abbastanza grande, abbastanza profonda da contenere una vita intera, piegata, stirata, messa da parte, inamidata, profumata di lavanda, rivoltosamente perfetta. L'avevo chiesta la valigia e dopo averla caricata, chiusa, rimpizzata ho tentato di metterla in un cantuccio fatto di luci ed ombre, fatto per lo più di silenzio. Silenzio chiuso, ammuffito. Fuori da questo niente fatto di silenzio, muffa.
Dicono che poi uno a un certo punto la smette, la smette di rotolarsi in quel popò di condizione che viene chiamata riflessione. Rifletto su che? Rifletto a proposito di... Smette e inizia a fare e disfare (giusto per citare) senza preoccuparsi troppo dei se dei ma e soprattutto dei dopo. Che pure quella è una bella goduria. Momento di grande godimento per dirla tutta. Sicchè, appresi con non poca preparazione che vi sono due modi e dico solo due per accogliere, affrontar (se si vuol usare un termine più valoroso) questa vita. Il primo è la tecnica del vetro e dell'acqua. Tu il vetro e la vita l'acqua che ti scivola via. Una giornata di pioggia, piove a dirotto e ti informano che.. "ma guarda che sta piovendo, ma guarda che hai perso l'occasione" e la risposta, ipotetica, resta intesto, può essere, e tu lascia che venga giù quest'acqua e tu lascia che s'asciughi, e io resto a guardare, e se l'ho persa prima o poi ne avrò una nuova, e che se non era un'occasione ritornerà e a quel punto sarà destino. Ritorneraaiiiii.. E la messa è finita. (per ricitarla ancora) O in alternativa uno può decidere di essere scottex. Nella condizione di scottex quasi sempre la vità anzichè acqua va giù come fosse coca cola da tracannare dopo una pizza, dopo un bigmecmenù. Pesante, molto più pesante ovvio, ma vuoi mettere? Che prendi e assorbi, che prendi e te ne metti tutto il peso sul grembo, che prendi e ti metti a correre ma correre di brutto per smaltirne il peso. Che se sei pesante, intenso, io lo sono ancora di più, intensità d'occhio, di vista, di sguardo (se volessimo trascendere nel romantico). Ti guardo e ti sfido, ti diluisco in una coscienza fatta per metà d'esperienza e per metà di carattere. Mamma, altro che cellulosa.
Forse si riesce a dire bene bene di se stessi una o due volte se ci va bene. E se ci pensi come fatto non è niente male, che se uno avesse l'abilità di rendere l'idea di se stesso risulterebbe pure abbastanza pesante. Fra un paio di giorni partiamo e sono contenta, cinque giorni di festa e sono contenta che poi ci sarà il caldo e il freddo del natale, che poi ci saremo noi da leroy merlin, che poi dovrò tentare la pasta fatta in casa, che poi impazzirò a veder le sue manine piccole piccole che tentano lo "scarteggio" natalizio. Appena torno ho la grafica nuova per il sito che come dicono nelle migliori aule cruscanti "spacca di brutto" e che ho appena finito invece di rispondere ad una cinquantina di mail che contenevano articoli, cv. Ed è tutta soddisfazione. Le colonnine blu, verdi e arancio impennano... ed è tutta soddisfazione. E lo guardavo e riguardavo e l'effetto era esattamente quello che si meritava. Che poi ho deciso, ci metto pure il forum. yess o yesss. Come nella pubblcità di non so cosa...yesss... o yesss. Dicevamo gennaio, e quindi il freddo freddissimo e tutto il resto a ruota. C'ho i ricordi compatti in digitale.. stavo pensando.. ci pensavo, non c'entra niente, nella card della macchina fotografica, nella scheda del palmare, sulla chiavetta usb, sul mac, nel cellulare.. una marea di ricordi digitali fatti di suoni, immagini in movimento e statiche, parole scritte. Parole, facce, spostamenti umani. A che tempo che fa ho sentito una cosa che su elisa, dice che registra le sue conversazioni con i taxisti. Che se avessi qualche tacca di pudore in meno inizierei a registrare i suoni di questa vita mia, che impressione farebbe riascoltarli fra 20... ma te l'immagini? Ho questo ricordo di mio cugino, ventisei enne oramai che riascoltava una registrazione di lui a 4 anni che canticchiava una filastrocca... ho intesta quella sua espressione tra l'estasiato e estraniato... in quel lui non lui rimaneva in silenzio, a bocca spalancata. forse sarebbe così.
A tutti prima o poi sarà capitato di non avere le giuste parole, di trovare inesprimibile un concetto, un ideale. A tutti prima o poi. Rimanere anestetizzati nell'impossibilità di dare forma vocale al concetto che gironzola lentissimamente nell'anticamera di bozza. Ora, quel prima, quel poi non è mica importante, tutto sta nel lasciarlo intendere. Serve sincerità di sguardi, di gesti. Ci sono cose che vengono urlate dal nostro corpo, altre che vengono suggerite con gli occhi. Io di cose ne ho urlate una marea, con la mia mimica facciale che non riesce mai a nascondere nulla, con la voce che si corrompe in base alla rabbia, alla felicità. Se solo fosse possibile chiamarla assonante verità. Ora, uno può stare tutta una vita ad aggiustarsi, a cercare il giusto modo, il giusto vestiario, la buona intonazione e anche la più concorde delle reazioni ma siamo progetti che si fanno e si disfanno su una andamento cronologico. Una linea del tempo che assume e perde felicità in base alla curva umorale del mattino, in base a quanto forte vengono strette le nostre mani, a quanto forte ci vengono dati gli schiaffi sulla faccia. Uno può stare una vita intera a mentire, a se stesso, a quelli che gli stanno vicino, uno può stare una vita intera così e gli altri possono emulare scenicamente di credere alle fandonie, all'allegrissimo, al credibilissimo teatrino umano che non trova mai neri, che non conosce suggeritori se non quelli della fantasia. Uno ci può stare anche una vita intera così sino ad arrivare alla convinzione che quella sia la verità, l'unica realtà possibile. Ci si trasforma attenzione, quasi sempre si diventa esseri ignobili con grandissime lacune relazionali, con giganteschi complessi di inferiorità. La bugia è come una pallone che più si gonfia e più non si può fare a meno di gonfiare, sarebbe bene preoccuparsi che quello prima o poi non ci scoppi in faccia. Di gente scoppiata per via delle bugie non ne conosco molta, qualcuno che ancora oggi dorme su un giaciglio di bugie ci sta, qualcuno che porta avanti due famiglie, due fidanzate, doppie amicizie, doppie personalità, finiti lavori, inesistenti conti in banca, sentimenti che sono carte da gioco. Gente disfatta, gente scoppiata. Un pò me ne cruccio, un pò me ne sbatto.
Alla fine la sorpresa è rimasta sorpresa praticamente per un giorno e mezzo.. che son brava a organizzarle ma non a tenerle nascoste così al suo: "e dimmi perchè"..ho praticamente tentennato per un secondo e poi subito ho ceduto: perchè a febbraio adiamo a madrid. E ora la non vedo l'ora di partire: la gran via, il museo del prado, puerta del sol... ho guardato foto, scelto il volo e sono impazzita nel trovare un albergo che fosse in centro, che non fosse una topaia, che non costasse un occhio della testa, che non stesse in una zona pericolosa, che non fosse troppo rumoroso... che insomma fosse perfetto.. alla fine ce l'ho fatta..e madrid praticamente non la conosco ma tutti quelli che ci sono stati dicono che sia davvero bella e io adesso vorrei che fosse già la fine di febbrario. Si può? Si si si. Che adesso e esco e vado a comprarmi anche una guida così inizio a immaginare ad occhi aperti, a scegliere i luoghi in cui voglio assolutamente andare. Nel frattempo fallisco con i back up e erro con i cambi di dominio, mando in scombussolo la solidità internettiana e provo a riscalare la montagna di guai dandomi della scema... una settimana e tutto dovrebbe essere risolto.. speriamo, vediamo. Vivo un momento di stop crativo, ovvero, ho un sacco di idee ma mancano le energia per metterle in atto.. arrivo a una certa e non nient'altro che voglia di assopirmi davanti alla tv, luce colorata da notte. E mentre la temperatura primaverile che particolareggia milano in questi giorni fa girare le palle agli ambientalisti a me fa girare la testa dalla felicità: niente sciarpa, niente guanti. Giulia, che si vede che è una tipa avanti, a nemmeno due anni impara a contare in inglese imitando il suono della sua voce, sono miracoli umani che lasciano sorriso sulla faccia per almeno un giorno intero. Oggi ho oziato sbattendomene del lavoro e rimanendo a casa a dormire e prendere le cose con il giusto ritmo. oggi è il.. il .. 13... 14 novembre?
E subito dopo ci stava il riscaldamente sotto il culo con la banda amorosa suonata nelle orecchie dall'ipod nuovo nuovo e bianco bianco. Un suono di piano a dire il vero mi ha messo la mano davanti agli occhi lasciandomi cadere in un aspettato sonno da treno. Riaprendo gli occhi le lancette stavano già sulle otto e dieci, a soli cinque minuti dall'arrivo a dirla tutta. Una ferraglia in movimento sonorizzata da una costante musicale che appartiene alla sua umanità ti prendono e ti cullano, ti portano al sonno per l'appunto. Subito dopo barcolli un istante sperando di ritrovar la forza giusta nei muscoli, allargando, distendendo le mani per liberarle da quel torpore mattutino. E la fuori la gente che corre. Per un impercettibile secondo di metti in un cantuccio e osservi quella dinamica da flipper che non sai dove ti sparerà un attimo dopo. Provi a raggiungere la pila dei quotidiani, un ripensamento di fa cambiar la direzione di un passo e di un altro ancora, come in una sorta di maratona immaginaria scendi giù dalle scale più veloce di quanto t'aspettassi. Neon rossi e neon verdi. Il tuo è il neon verde. E ancora, odore di persone reduci da docce recenti, da stampa di giornale, da lavoro notturno, da una navigazione coloniale. Fissi la pubblicità inutile, ti chini per accertarti della fermata, balenocchio all'orologio. Ripendi al bosco, e alla luce riflessa negli anfratti, gli aculei dei ricci troppo aculei per lasciarsi acchiappare, torneresti nel rumore dei passi sulle foglie a volte umide a volte secche. Avrei guardato male i cacciatori, tu che non ti sei mai lasciata cacciare. Godendone la sera assaggi il sapore di quel rovistare contadino, sorprendentemente proficuo. Pochi giorni dopo tutto sarbbe rimasto splendidamente avviluppato in un'ora fatta di tappeti e candele e petali di rosa e nora che amalgama con maestria la situazione. Avresti ripensato un milione di volte all'ipotesi di iscriverti a un corso a un concorso, imprecando contro gli apache e i toroseduti di questo mondo internettiano. Sapendone una più del diavolo chiudi gli occhi e buona notte al secchio.
baglioni e morandi su rai uno, non so chi dei due è più scordato, scordati in quanto stonano da morire, scordati perchè cazzo puzzano di antico più della credenza di fine ottocento di mia nonna...
ps
e poi perchè morandi intona tutte le canzoni come se stesse cantando sempre e comunque "c'era un ragazzo"?.. l'effetto è peggio di quello dei cantanti napoletani neomelodici che provano a cantare in italiano ma che rimangono sempe possessivamente legati a quella cadenza mandolinata...